di-corteggiatori-e-collezionisti

Sto ancora pensando a cosa stiano corteggiando quelle persone sui sentieri, quando con lentezza apro la porta salutando:
– «Ciao!».
Mancavo da ieri mattina in questa stanza, dove un silenzio concentrato mi risponde poco prima di una radio:
– «Numero 89 e 82 passati alle 23.02».
É la seconda notte di gara e le montagne che dietro questi palazzi arroccati sul colle, si allontanano sempre più increspandosi, credo sorridano sentendosi camminate anche in queste ore. Sì, sorridano fra le foglie e i sassi, perché strane creature le hanno scelte come intime amiche, per condividerne fatica e confidenze.
Dallo slargo, subito fuori la Cittadella – che guarda verso nord e da dove provengo – era facile intravederle in lontananza, grazie a quelle luci che portano in fronte, tanto simili alla fredda tonalità delle lucciole. Ed è proprio alle lucciole e al senso di quei coriandoli di non buio, che pensavo nella breve passeggiata che mi ha condotto fino a qui. Se il divenire luminoso di quegli animaletti è in realtà una fase di corteggiamento, può essere che avvenga qualcosa di analogo anche per tutti coloro che sono in corsa? A cosa o a chi staranno facendo il filo? Ad una vita meno facile, ma più autentica? Al cemento, affinché tornando a credere al senso della primavera, si sbricioli per accogliere semi? Al buio perché s’infili, a giorni alterni e cambiando sempre zona (affinché tutti possano beneficiarne) in tutti quei lampioni che ci nascondo il cielo e le stelle?
– «Ricevuto! Inviateci anche gli altri dati grazie».
Alla mia sinistra due postazioni radio, alla mia destra un grande monitor e alcuni computer; fra di loro cinque persone, attente come lo sono i medici dinanzi al complesso disegno del battito di un grande cuore… Fatto di cuori. Sul video solo puntini e righe, colonne con nomi numerati e colorati caratteri, che scivolano sulla parte bassa del video già da molte ore: alcuni fra i maggiori collezionisti di passi si stanno ancor più arricchendo!
Davanti a dodici occhi, una cartina è immersa nel buio silenzioso e nel silenzioso buio immersi, sono coloro che metro dopo metro, sotto un notturno cielo estivo, sono alla ricerca della loro stella. In una tela medioevale – di cui questa città ne è riflesso e sfondo – sarebbero pellegrini ed angeli custodi, nel vasto santuario della natura.

Ogni cosa è al suo posto.
Chiudo la porta.
Tornerò a guardare le lucciole.

-.-.-.-

You road I enter upon and look around, I believe you are not all that is here,
I believe that much unseen is also here.

WALT WHITMAN, Leaves of grass

Sei tu la strada che io percorro mentre mi guardo attorno! Ma tu non sei tutto ciò che c’è qui!
Credo che qui ci sia anche qualcosa che non si vede.

WALT WHITMAN, Foglie d’erba

 

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