Marc Chagall, Compleanno 1915

Lo stile non è importante. Esprimersi lo è.
La pittura deve avere un contenuto psicologico.
Io stronco sul nascere ogni mio impulso decorativo.
Attenuo il bianco, amalgamo il blu con mille pensieri.
La psiche deve trovare la propria via nei dipinti.
Bisogna lavorare sul quadro pensando che qualcosa
della propria anima entrerà a farne parte e gli darà sostanza.
Un quadro deve fiorire come qualcosa di vivo.
Deve afferrare qualcosa di innafferabile: il fascino
e il profondo significato di quello che ci sta a cuore.
Da Chagall on Chagall, Marc Chagall

Giorno infinito! Prendimi, fammi più vicino a te. Dì una parola, spiega!
Ecco, per tutto il giorno odo «Amen! Amen!» e li vedo tutti inginocchiati.
«Se Tu esisti, rendimi azzurro, focoso, lunare, nascondimi nell’altare con la
Torah, fa’ qualcosa, Dio, in nome di noi, di me».
Il nostro spirito evapora e da sotto i vetri colorati si levano braccia.
Fuori, i rami secchi degli alti pioppi oscillano quietamente.
In pieno giorno, nuvolette vagano, si disperdono, si fondono.
Presto la luna, la mezzaluna, apparirà.
Le candele sono agli sgoccioli e le fiammelle brillano nell’aria innocente.
A tratti la candela sale verso la luna, a tratti la luna scende volando verso le nostre braccia.
Perfino la strada prega. Le case piangono.
Il cielo passa da ogni parte.
Le stelle s’accendono e l’aria fresca entra nella bocca aperta. Così facciamo ritorno a casa.
Quale sera è più chiara, quale notte più trasparente di questa?

Da La mia vita, Marc Chagall

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