Johann Christian Friedrich Hölderlin visse a cavallo fra Sette e Ottocento e  la sua produzione artistica, gli permette di esser ricordato come uno dei poeti romantici più importanti. Della sua vita tribolata vita, colpisce l’ultimo suo periodo: dopo aver contratto la schizofrenia, giunse a un degrado psichico talmente grave da comportare la totale perdita del Sé.
Holderlin scrive l’ultima poesia, “La Veduta”, alla fine di maggio del 1843, firmandola con il nome di Scardanelli, giacché il poeta, ormai folle, negava il suo stesso nome.  Da una ventina d’anni a quella parte non usciva di casa limitandosi a guardare fuori il paesaggio e a ricevere le rare visite di giovani ammiratori, da almeno due era Scardanelli
Muore il 7 giugno verso le 23 per una polmonite. Il 10 giugno i suoi funerali saranno seguiti da un centinaio di studenti. All’orazione commemorativa sono assenti il fratello e la sorella. Viene sepolto nel cimitero di Tubingen.

LA VEDUTA, traduzione Susanna Mati

Quando lontano va la dimora della vita,
dove lontano splende il tempo della vite,
là è anche il campo vuoto dell’estate,
la selva appare d’immagini oscurate;

che la natura compia l’immagine dei tempi,
permanga lei, loro scorrano svelti,
allora è perfezione, l’alto dei cieli splende
all’uomo, come gli alberi di fiori si coronano.

Con umiltà
Scardanelli
24 maggio 1748

LA VUE, traduction J.P. Lefèvre

Lorsque au loin part des hommes l’habitante vie,
Loin où se resplendit la saison des raisins,
Il y a là aussi les champs de l’été, vides,
La foret qui paraît et son image sombre.

Si la nature achčève l’image des temps,
Et s’attarde, tandis qu’eux rapidement passent,
C’est par perfection – la hauteur des cieux luit
Pour les hommes alors, comme des arbres en fleur.

Le 24 mai 1748 Votre très humble sujet,
Scardanelli

LA VEDUTA ,traduzione di Dario Borso

Quando la dimorante vita degli umani va lontano,
dove lontano brilla il tempo della vite,
lì appresso è pure il campo vuoto dell’estate,
il bosco appare nel suo scuro tono.

Che natura completi il quadro delle stagioni,
ch’essa ristia, quelle scivolino via velocemente,
viene da perfezione; la sommità del cielo splende
agli umani allora qual fiorame che alberi incoroni.

Con umiltà
Scardanelli
24 maggio 1748

LA VISION, traducción Txaro Santoro y José María Álvarez

Cuando la vida de los hombres va perdiéndose,
Como una lejanía donde resplandeciera el tiempo de los sarmientos,
Vacía contémplase la campiña del Verano,
Con oscura imagen el bosque aparece.

Que la Naturaleza termine la imagen de los tiempos,
Que se demore, hasta alcanzar La perfección,
y que la cima de los cielos
Para los hombres brille, como árboles de flores estallantes.

Humildemente
Scardanelli
24 de Mayo 1748

LA VEDUTA

Quando s’allontana la vita abituale all’uomo e va
dove in lontananza risplende il tempo di vendemmia,
appresso vanno anche i campi vuoti dell’estate,
la selva appare con la sua scura immagine.

Che la natura completi l’immagine dei tempi,
che questa rimanga mentre quelli scivolino via
è per completezza, la maestà del cielo allora rifulge
all’uomo come fiori che incoronano gli alberi.

Con umiltà
Scardanelli
24 maggio 1748

DIE AUSSICHT

Wenn in die Ferne geht der Menschen wohnend Leben,
Wo in die Ferne sich erglänzt die Zeit der Reben,
Ist auch dabei des Sommers leer Gefilde,
Der Wald erscheint mit seinem dunklen Bilde;

Daß die Natur ergänzt das Bild der Zeiten,
Daß die verweilt, sie schnell vorübergleiten,
Ist aus Vollkommenheit, des Himmels Höhe glänzet
Dem Menschen dann, wie Bäume Blüht’ umkränzet.

Mit Untertänigkeit
Scardanelli
d.24 Mai1748

 

 

 

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