E Cocito proseguì: – Tutto sta nell’intendersi sul vero significato della parola partigiano, – sbirciando Chiodi così sideways che la sua pupilla occhieggiò netta fuori della lente.

E chiodi disse con forza sospirosa: – Partigiano è, sarà chiunque combatterà i fascisti -.

Cocito lampeggiò uno sguardo circolare su tutti quelli che avevano istantaneamente accettata la definizione di Chiodi. Poi disse: -Non dico un buon partigiano, perché partigiano, come poeta, è parola assoluta, rigettante ogni gradualità -.

Johnny sbirciava Chiodi, finiva di bere il suo aperitivo, con heavy repugnance. E Cocito: – Facciamo un esamino di tipo scolastico, se volete, sul partigiano. Possiamo accettare la definizione di Chiodi per cui partigiano è colui che spara con buona mira, con mira definitiva, sui fascisti? Tu, Johnny: avvisti un fascista o un tedesco e ti appresti a sparargli, sempre in onore e fulfilment della definizione. Però, si presenta un però: sparandogli ed uccidendolo, può accadere che dopo un paio d’ore irrompe nella località o nei paraggi una colonna fascista o tedesca e per rappresaglia la metta a fero e fuoco, uccidendo dieci, venti, tutti gli abitanti di essa località. A conoscenza di una simile possibilità, tu Johnny spareresti ugualmente? – No – disse Johnny d’impeto e Cocito rise dietro gli occhiali.

– Continuiamo per questa strada irta ma istruttiva, converrete. Johnny, se tuo padre fosse fascista, e fascista attivo, al punto da poter compromettere la sicurezza tua e della tua formazione partigiana, tu ti senti di ucciderlo? – Johnny chinò la testa, ma un altro disse, con una certa foga stammering: – Ma professore, lei fa soltanto casi estremi.

– La vita del partigiano è tutta e solo fatta di casi estremi.

Procediamo.

Johnny, se tu avessi una sorella, useresti questa tua sorella, impiegheresti il sesso di questa tua sorella per accalappiare un ufficiale fascista o tedesco e farlo portare al fatto in luogo ragionevolmente comodo; dove tu sei già appostato per farlo fuori?

– Nessuno pronunciò già quel no che del resto già urlava da solo nel desertico silenzio, e allora Cocito agitò le mani come a sbriciolare qualcosa. Ma Chiodi si eresse faticosamente sulla sua sedia.

– Il professore intende dire che non si può essere partigiani senza un preciso sustrato ideologico. La libertà in sé non gli pare più sufficiente struttura ideologica. In ultima istanza, il professore vuol dire che non si sarà partigiani se non si sarà comunisti. – Infatti, – disse Cocito, – diversamente sarete soltanto dei Robin Hood. Johnny, mi permetto pronosticare che sarai uno splendido Robin Hood. Ma come Robin Hood sarai infinitamente meno utile, meno serio, meno meritevole, e, bada bene, meno bello, dell’ultimo partigiano comunista -. Chiodi goggled.

– Sai, Cocito, – disse con una calma mortale, – mi ripugni. Mi ripugni al pari d’un gesuita.

– E tu sei infantile, – disse Cocito, con la medesima amante-mortale calma. – E voi tutti siete infantili, tutti voi, – disse Cocito scrollando la sua testa leonina e cennando a scostarli tutti, come un adulto una corona di stancanti bambini.

Ma uno disse: – Io non capisco, professore, come lei se la pigli tanto. Noi uccideremo fascisti, ed un fascista ucciso da un Robin Hood non serve egregiamente la causa comunista?

– E poi si sciolsero, perché Y disse, con Hoarse epperò sofferto umorismo, che correvano l’infantile rischio di esser tutti catturati, mentre disquisivano sull’essenza e finalità del partigiano, dal primo fascista che fosse spuntato all’angolo del caffè con un moschetto a tracolla. E Chiodi si voltò un’ultima volta e disse, con la faccia stanca, aggravata dalla barba trascurata: – Ragazzi, teniamo di vista la libertà.

– E per quelle famose armi con cui appostare i fascisti? – Chiodi goggled: – Cocito ne ha. Cocito l’8 settembre ha interrato tutte le armi del suo reparto. Può armare una banda di punto in bianco -. Ma essi scossero la testa.

– Nessuna di quelle armi sarà mia. Io non seguirò Cocito. Ma allora, le armi?

– Le armi si devono conquistare, per esempio disarmando i carabinieri! – E li lasciò nella stupefazione, nell’enormità del suggerimento. Come ci si doveva brace up, per superare, stracciare il complesso dell’arma tradizionalmente, secolarmente tutoria, strappare ad essa le armi necessarie, sacre all’ordine pubblico…

Johnny scese ancora in città, e sempre nottetempo, alla nascita esatta della notte, ma non vide più né Chiodi né Cocito e forse nemmeno li cercò. Una di tali notti fu irresistibilmente attratto dal cinema e ci entrò, con un certo qual presentimento di mettle. Proiettavano La Venere cieca con Viviane Romance, ancora in sexy shape affiancata dalla faccia meteca e sierosa, intollerabile, di Georges Flamant. Il locale, con la solita aria di scadimento propria d’ogni esercizio, con una frustatezza polverosa persino sullo schermo, era pressoché deserto, e negli intervalli di luce i radi astanti si guardavano frowningly l’un l’altro, come a rimproverarsi reciprocamente quella follia del cinema, sotto pena del bando di Graziani.

Johnny sedeva in galleria, alto sulla platea rada. Al punto in cui smuoiono insieme il fortunale e la furia sessuale del capitano Flamant, ci fu nel vestibolo un disperato stamped, un soffocato e disperato fiatare, una voce secca d’imperio e di ferocia, qualcosa come la sorda esplosione d’una repentina violenza. Uno spettatore si alzò con un rumore immenso, gridò ai fascisti che erano irrotti a rastrellare, si abbatté contro un muro, contro una sbarrata uscita di sicurezza. Durava quel rumore nel vestibolo, ma essi ancora non irrompevano in sala, disertata da quelli che già avevano infilato le uscite di sicurezza che laggiú esistevano, e Johnny pensò in agonia alla fatalità d’aver scelto la chiusa sbarrata galleria anziché la salvatrice platea Gli altri smaniavano contro i muri e la porta che resisteva, rimbombando ai loro colpi. L’operatore aveva tagliato la pellicola, senza dar luce in sala. Johnny si trovò a ridosso del parapetto, sulla lontana platea che l’attendeva per la morte fra le sedie o paurose ed egualmente catturanti, egualmente death-sentencingand-allowing fratture. Ma era deciso a buttarsi piuttosto che a lasciarsi prendere. Aveva scavalcato il parapetto ed era precipite sulla platea, orribile e salvatrice con la sua spaventosa bocca di denti di ferro e pietra e legno. Ma non staccò le mani dall’ultimo ferro, perché non erano i fascisti, solo qualcosa come un tentativo di furto alla cassa. Tutto ciò che era repentino, proditorio, esplodente con urla era fascista.

Johnny uscì dal cinema, di corsa, vedendosi mortalmente pallido e sentendosi jelly. Prese per la collina, iroso con se stesso, remorseful verso i suoi genitori, per tutto il tragitto frantumando mentalmente il corpo di Viviane Romance che ora gli appariva una sporca illecebra fascista per la perdizione. Non sarebbe più sceso in città, pensava salendo alla collina nella notte violetta, se lascerà quella collina sarà soltanto per salire su una più alta, nell’arcangelico regno dei partigiani.

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