Antoine De Saint-ExuperyHo sempre dinanzi agli occhi l’immagine della mia prima notte di volo in Argentina. Una notte d’inchiostro. Ma, in quel nulla, vagamente luminose come stelle, le luci degli uomini sulla pianura.

Ogni stella significava che in piena notte, laggiù c’era chi rifletteva, leggeva, scambiava confidenze. Ogni stella, a guisa di un fanale, segnalava la presenza di una coscienza umana. In quella forse si meditava sulla felicità degli uomini, sulla giustizia, sulla pace. Perduta nel gregge di stelle, era la stella del pastore. Là forse si entrava in comunicazione con gli astri, ci si sfiniva in calcoli sulla nebulosa di Andromeda. Altrove, si amava. Ovunque ardevano quei fuochi nella campagna, fuochi che reclamavano il proprio nutrimento, fino ai più umili. Quello del poeta, del maestro, del falegname.

Da LA PACE O LA GUERRA?” Articoli apparsi su Paris-Soir

Annunci