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Ahime, penso che all’interno di questo sommovimento enorme che è dato dalla rete, sommovimento psichico che non ancora non è stato assorbito – e siamo ben lontani dal capirlo – ci sia una profonda avversione per quest’oggetto, per i libri, per questo parallelepipedo. Un profondo odio, una profonda avversione: giustificata perché il libro corrisponde ad una modalità della conoscenza che è incompatibile con quello che viene propugnato dalla rete.

La rete è la conoscenza come protesi. È l’occupazione della mente con uno sciame di bit digitali, che è esattamente l’opposto di ciò che è la conoscenza in senso metamorfico, cioè di qualcosa che trasforma il soggetto che conosce. Sono due vie incompatibili, opposte, nemiche e lo saranno sempre.

Roberto Calasso

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