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Noi non vediamo e non udiamo coloro che soffrono:

tutto ciò che è spaventoso si svolge dietro le quinte.

Tutto sembra calmo, appare piacevole; protestano solo le silenziose statistiche.
E questa situazione sembra necessaria;

apparentemente l’uomo felice sta bene soltanto perché gli sventurati sopportano in silenzio il loro fardello; senza questo silenzio, la felicità sarebbe impossibile.

E’ un’ipnosi generale.

Bisognerebbe che dietro la porta di ciascun uomo soddisfatto e felice ci fosse qualcuno armato di un piccolo martello, i cui colpi ricordassero incessantemente che esistono gli sventurati.

Anton Cechov (1860-1904)

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